Ipertensione e "sindrome di Conn"
Sembrerebbe opportuno, se si soffre di una forma di ipertensione che non reagisce bene alle consuete cure, contemplare la possibilità della sussistenza della "sindrome di Conn" che, a quanto emerso da recenti accertamenti, è molto più frequente di quanto non si ritenesse fino a pochi anni fa.
Moltissime persone soffrono al giorno d’oggi di pressione arteriosa troppo elevata. Le cause possono essere molteplici, così come vi sono numerose medicine e norme di alimentazione dirette a contrastare questo fenomeno. Particolare importanza ha anche l’eliminazione dell’iperventilazione (come ho osservato in precedenti interventi in relazione ad asma e panico; si tratta tuttavia di un fattore importante anche in relazione all'ipertensione )
Quando però, pur con una vita-alimentazione sana e nonostante le medicine, non si riesce a far diminuire la pressione a livelli ragionevoli, vale la pena di considerare ed accertare l’eventuale presenza di un’anomalia detta “sindrome di Conn”. Si pensava un tempo che questa sindrome fosse molto rara ma nel 2006 varie cliniche universitarie tedesche, scambiandosi i dati, hanno creato un registro-Conn, per effettuare accertamenti più precisi, e ne è risultato che fino a 1,5 milione di persone ne soffre nella sola Germania. Si valuta quindi che dal 10 al 30% degli ipertesi possa soffrire di questa sindrome, il che la rende tutt’altro che “rara ed esotica” come si riteneva un tempo.
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